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Gli Scout d’Europa a Grosseto

 

Dalla nascita del gruppo alla scelta associativa

Era l’autunno del 1974, alcuni ragazzi che avevano visto un po’ più da vicino degli scout, scovarono un’ex capo dell’Asci marchigiana, trasferito a Grosseto, Pietro Albertini, e tanto si adoperarono che prese avvio un piccolo riparto scout: due squadriglie, Sparvieri e Canguri, per complessivi 10 scout. Questi, insediatisi presso il Seminario Vescovile e con Assistente Padre Renzo Rossit, dettero inizio alle attività. Il gruppo si fregiò di un fazzolettone blu bordato di rosso. Cominciarono i lavori in sede per la costruzione degli “angoli di squadriglia”, le uscite, i giochi e le attività di espressione che culminarono con il primo campo, tenutosi a Bagnolo sul Monte Amiata in un castagneto di proprietà del papà di uno scout.

 

1975/76

L’anno scout successivo vide il riparto, censito regolarmente nell’AGESCI come Grosseto 2 con tredici soci, svolgere le sue attività in maniera continuativa. Il campo del 1976 si svolse sulle falde del Monte Vettore, nelle Marche, prossimo ad altri riparti, con tende prestate questa volta da scout marchigiani.
 

1976/77

Nell’autunno del 1976 l’Albertini venne trasferito; alcune assistenti sociali volontarie, conosciuto all’ospedale Pizzetti un medico scout, venuto da Roma, si adoperarono per coinvolgerlo nel gruppo del Seminario. Dopo un iniziale diniego per motivi di lavoro e di famiglia, il medico in questione, Aldo Grieco, si presentò il 4 ottobre 1976 ai dieci ragazzi, per dire che il capo, se a loro stava bene, sarebbe stato lui; almeno per un po’.

E così cambio un po’ tutto ad esclusione dell’ Assistente che restò, ancora per quell’anno, Padre Renzo. La sede fu ampliata, da una stanza a due, anche se sempre nel sottoscala; le squadriglie rimasero 2 di 8 ragazzi ciascuna, e il gruppo aderì alla neonata Associazione Italiana Guide e Scout d’Europa Cattolici.

Il primo incontro associativo in occasione della festa di San Giorgio 1977, si tenne al Castello di Belcaro in provincia di Siena con gli scout del gruppo di Poggibonsi, anch’esso da poco all’interno della Associazione Guide e Scout d’Europa Cattolici.

Il campo estivo si giocò al pianoro Campitelli, Civita Alfadena, nel parco Nazionale d’Abruzzo: un’esperienza indimenticabile in una spettacolare cornice naturale!

Si ricordano le prime vere costruzioni, l’antenna dell’alzabandiera e i fuochi di bivacco con le loro suggestive atmosfere; il mitico Grande Gioco sviluppatosi per chilometri all’interno del parco e l’Exploraid di squadriglia di due giorni tra monti e foreste che permisero anche l’avvistamento di animali come stambecchi, aquile e orsi.

Al mattino la sveglia con i campanacci delle mucche al pascolo; la cucina di squadriglia su fuoco a legna da veri scout! L’impresa di segnalazione, la prima vera impresa, sviluppatasi dal paese di Alfedena al posto del campo per una lunghezza di 10 Km in linea d’aria su otto stazioni.

Tutte queste attività e le sensazioni vissute ad esse collegate diventarono una costante in tutti i campi ed uscite che il riparto ha fatto fino ai nostri giorni! 

L’incontro con il vescovo

Quando Aldo andò con Padre Renzo dal Vescovo per comunicare la costituzione di un gruppo degli Scout d’Europa, mons. Gasbarri strinse i denti e quasi ringhiò per chiedere chi fossero; gli fu spiegato che questa associazione praticava lo scoutismo tradizionale, senza promiscuità, senza Che Guervara e senza resistenza alla Chiesa. I due ancora ricordano il balzo che mons. Gasbarri a questo punto fece sulla poltrona esclamando: “Finalmente una bella notizia!”. Tanto era il suo entusiasmo che il Vescovo pagò le prime 2 tende di squadriglia. Con i fondi del Commissariato provinciale Asci, gentilmente donatici, il Gruppo comprò un tendone militare di sei metri per sei, ancora in uso.

 

1977/78

La strada continua

Proseguì l’attività, ma cambiò l’Assistente: Padre Renzo venne trasferito e arrivò Padre Franco Mangili, giovanissimo e pieno di entusiasmo. Egli apprese nodi, legature, tracce e subito diventò un buono scout.

Apparve anche Carlo Borseggia, genitore di uno scout, che incominciò a “dare una mano” diventando ben presto un mito: chi potrà mai dimenticare la sua saggia gestione della cambusa, i soldi persi (ma sempre ritrovati) dappertutto, il suo sorriso, la sua infinità disponibilità?

Il campo estivo si svolse alla Verna. Questo campo viene ricordato per l’inclemenza del tempo (piovve per 12 giorni) che però non soffocò l’entusiasmo e non impedì il raid di squadriglia, il Grande Gioco e la gara cucina. In questo campo avvenne la consegna della prima Classe del Riparto. Qui fu svolta l’unica giornata genitori della storia del gruppo, ricordata per la quantità industriale di cibo portato dai genitori, con il quale il riparto pasteggiò per giorni a seguire. Molto bella fu anche la giornata trascorsa al Santuario, luogo di alta suggestione spirituale.

1978/79

In quest’anno nacque una squadriglia libera nautica a Porto S.Stefano con a capo Raffaele Murace, trasferito lì da Grosseto; ragazzi eccellenti veramente in gamba organizzarono una entusiasmante gara annuale e svolsero attività nautica con grande continuità.

La festa di San Giorgio a carattere regionale si tenne a Montegemoli (Pi). Si cominciarono a scoprire posti di campo che poi furono ciclicamente riutilizzati. Si iniziò con Carda: al campo parteciparono quattro squadriglie, che piantarono le tende in un castagneto dalle piante gigantesche.

Un campo a tutta avventura, persi nei boschi del Pratomagno.

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